
Dopo l’incredibile tour del Salar di Uyuni decido di dirigermi verso Potosi, la città famosa per le miniere, la quale mi era stato detto che era una meta imperdibile da un ragazzo che avevo conosciuto in Argentina.
Si trova a circa 4 ore da Uyuni e dopo esser salito sul bus mi accorgo che a lato di gran parte della strada è stata buttata una enorme quantità di spazzatura, una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso dato che non pensavo che i boliviani trattassero così i propri paesaggi.. a parte questa note dolente, andiamo a vedere cosa si può fare a Potosi in un giorno.
Le miniere di Potosi


Se venite a Potosi non potete assolutamente perdervi il tour nelle miniere del Cerro Rico, la montagna che per secoli ha reso la città una delle più ricche al mondo grazie all’argento.. oggi è possibile entrare nelle miniere con tour guidati, vivendo un’esperienza intensa e autentica.
Casco e torcia alla mano, si percorrono cunicoli stretti e bui osservando da vicino il lavoro dei minatori, ancora oggi estremamente duro e rischioso.
È un’esperienza forte che va affrontata con rispetto: più che un’attrazione turistica, è uno sguardo diretto su una realtà complessa e profondamente umana.
Durante la visita si scoprono anche tradizioni particolari, come il culto del Tio, il diavolo protettore della miniera a cui vengono fatte offerte per far sì che si abbiano sempre minerali buoni da estrarre.


La storia del Tio
Questa storia risale ai tempi in cui gli spagnoli governavano questo paese, e hanno scelto questa figura per controllare che i lavoratori facessero il loro dovere. Per la cultura boliviana però il diavolo non è una figura maligna, di conseguenza pensavano che se lo trattavano bene, ricevevano qualcosa di buono in cambio ed è per questo che hanno cominciato a offrire foglie di coca, alcool e sigarette.. tutte cose salutari a quanto pare.
Infine viene chiamato così perché i boliviani non riuscivano a dire Dios (Dio in spagnolo), e piano piano questa parola è diventata proprio Tio, e ncora tutt’oggi viene chiamatoin questo modo, una storia che mi ha davvero emozionato.
Plaza 10 de Noviembre



Nel cuore della città di Potosi si trova la storica Plaza 10 de Noviembre, il punto di partenza ideale per esplorare la città.. qui si affacciano alcuni degli edifici più importanti, come la maestosa Cattedrale e la storica Casa de la Moneda, simboli del passato ricco e intenso della città, legato all’estrazione dell’argento.
Passeggiare in questa piazza significa immergersi nell’atmosfera autentica di Potosi: tra venditori locali, panchine ombreggiate e edifici storici, è il luogo perfetto per fare una pausa e osservare la vita quotidiana.. è anche un ottimo punto di riferimento per orientarsi e iniziare la scoperta delle principali attrazioni della città.
Ho notato che quasi tutte le chiese, compresa la cattedrale, sono chiuse o vengono chiamate “Musei”.. credo fermamente che questo sia un piccolo trucco solo per far pagare un biglietto d’ingresso e onestamente non mi è piaciuto molto, difatti non sono entrato da nessuna parte.
Casa de la Moneda


Come detto nel capitolo precedente, tra le attrazioni più importanti di Potosi spicca la storica Casa de la Moneda, un imponente edificio coloniale costruito nel XVIII secolo per coniare le monete d’argento estratte dal vicino Cerro Rico, che rese la città una delle più ricche al mondo durante l’epoca coloniale.
Premetto che non sono entrato in nessun museo qua, ma credo sia giusto citare cosa vi aspetta se decidete di visitarlo.. difatti entrare a la Casa de la Moneda significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo: al suo interno si possono vedere antichi macchinari per la coniazione, collezioni di monete storiche e ambienti perfettamente conservati che raccontano la vita e il lavoro dell’epoca.
Torre de la Compañia de Jesus

Proprio a due passi dalla Casa de la Moneda sorge la Torre de la Compañia de Jesus, uno dei migliori punti panoramici della città.
Salendo in cima si può godere di una splendida vista sui tetti coloniali e sul Cerro Rico.. una visita breve ma molto suggestiva, ideale per ammirare Potosi dall’alto.
Mercado Central


Ovviamente non poteva mancare il Mercado Central, uno dei luoghi più autentici di Potosi, perfetto per entrare in contatto con la vita quotidiana locale.. qui si trovano bancarelle di frutta, verdura, spezie, cibo tipico e prodotti artigianali, in un’atmosfera sempre vivace e caotica.
È il posto ideale per assaggiare piatti tradizionali boliviani a prezzi economici e osservare da vicino le abitudini della popolazione locale, una tappa semplice ma molto genuina.
Iglesia San Lorenzo de Carangas

La Iglesia de San Lorenzo de Carangas è una delle chiese più belle di Potosi a mio avviso, famosa per la sua straordinaria facciata in stile barocco andino.
I dettagli scolpiti nella pietra sono ricchissimi e mescolano simboli cristiani ed elementi della cultura indigena, creando un effetto unico.
Museo Santa Teresa

Come dicevo nel capitolo della Cattedrale, anche il Museo Santa Teresa è un convento in cui vivono le suore ed in cui bisogna pagare un biglietto d’ingresso per entrare.
Non sono entrato ma solo per vostra informazione all’interno si attraversano chiostri, celle semplici e ambienti perfettamente conservati, come ho letto sul volantino.
Tra gli aspetti più curiosi ci sono le storie legate alla vita quotidiana delle religiose, fatta di regole rigide, isolamento e momenti di spiritualità.
Conclusioni
Sono contento di essere venuto a Potosi, mi avevano detto che era una tappa fondamentale proprio per il tour nelle miniere, e ho deciso di venire qui dopo il famigerato Salar di Uyuni, (di cui parlo in quest’articolo se volete approfondire).
Sono stato un giorno in totale, ho visitato la città per una mezza giornata e per l’altra mezza giornata ho fatto il tour nella miniera. Devo dire che quest’ultima mi ha lasciato davvero sbalordito: era la prima volta che visitavo una vera miniera e dopo due ore volevo uscire a causa del buio e della polvere, mi immagino cosa passano i lavoratori qui dentro.
Ci è stato detto dalla guida che l’aspettativa di vita qui è di circa 50 anni e non mi stupisco, date le quantità di polveri sottili che si respirano, i rumori, il buio, tutti fattori che sicuramente non migliorano la qualità della vita. Beh in ogni caso sono contento di aver vissuto anche questa esperienza, la prossima meta è Sucre, anche questa imperdibile per un viaggio in Bolivia dicono.. intanto saluti dal Cerro Rico!

