Da Cairns a Cape York – Il Tropical North Queensland

Un viaggio che non molti fanno, 1000km da Cairns a Cape York, il punto più a nord della mainland australiana, gran parte della strada è nelle soprastanti condizioni, bisogna essere attrezzati, avere una macchina 4×4 in grado di sopportare lunghe tratte strada corrugata, bisogna essere pronti a centinaia di kilometri in mezzo al niente, dormire un po’ dove capita e anche una buona dose di spirito d’avventura.

Fortunatamente la soluzione a tutto questo era il Prado del mio amico Alberto, a cui devo uno special thank, altrimenti questo viaggio me lo sarei sognato.. lo abbiamo affrontato in 4, tutti italiani.

Cairns

Iniziamo da qui, prima di intraprendere un viaggio del genere bisogna essere rilassati, quindi perché non provare le immersioni nella Grande Barriera Corallina?

Era la mia prima volta e all’inizio mi sembrava di non riuscire a respirare, poi con 5 minuti di pratica è andato tutto liscio, siamo andati a 6m di profondità e abbiamo visto coralli, tartarughe, pesci colorati di ogni genere, e anche uno squaletto.

Questa è una delle attività che non ci si può far sfuggire una volta a Cairns, per altre idee su cosa fare a Cairns do qualche info in questo articolo.

Port Douglas

Sempre nella civiltà, a circa un’ora da Cairns troviamo questo paesino sul mare niente male, dove la foresta pluviale incontra l’oceano, Port Douglas, da cui come da Cairns è possibile esplorare la barriera corallina, oltre alle tante spiagge e isolette che ci sono intorno. Personalmente sono stato a visitare Green Island, un po’ meno turistica della cugina Fitzroy Island (che non ho visitato), ma decisamente che non ha nulla da invidiarle.

Consigliato anche fare una gita a Mossman Gorge, a circa 20 minuti di strada, una gola scavata dall’omonimo fiume, in cui è possibile rinfrescarsi nelle sue acque limpide; questa gola segna anche l’inizio della Daintree Forest.

Green Island

Daintree Forest

Eccoci qui, nella Daintree Forest, la foresta pluviale, un posto magico, spirituale, importante per la cultura indigena, tra sentieri in mezzo al verde, lookout sull’oceano e pace dei sensi.. qui è possibile anche fare tour per vedere i coccodrilli in natura.

È come essere in un film, l’ambiente è un po’ misterioso, un fiume, tante mangrovie, sembra che qualcosa possa uscire da un momento all’altro, e poi li vedi, che nuotano a filo della superficie, silenziosi, senza creare increspature, ma allo stesso tempo accorti.. si percepisce che vedono a 360 gradi, niente gli sfugge, veramente degli animali maestosi che vale la pena vedere almeno una volta.

Un coccodrillo

Cape Tribulation

Proseguiamo verso nord e arriviamo a Cape Tribulation, riconoscibile per il promontorio in fondo alla spiaggia che segna la fine della Daintree Forest, anche questo un posto spirituale e sacro in cui non mancano spiagge, camminate e coccodrilli.. famoso anche per il Sacred Blue Hole, una piscina naturale sacra per gli aborigeni in cui non si dovrebbe fare il bagno (in realtà ce lo fanno tutti).

Da qui in poi il paesaggio inizia a cambiare, la strada non è più asfaltata, inizia a diventare rossastra a causa della terra, e iniziano ad arrivare tante mosche e zanzare, portatevi una retina, vi sarà utile.

Cooktown

La destinazione è Cooktown, ma il viaggio che ci porta ad essa è il bello. Ci sono due opzioni, la strada asfaltata che passa internamente, oppure quella avventurosa lungo la costa, quest’ultima si chiama Bloomfield Track e sono 30km di strada in nella foresta, durante la quale ci sono dei fiumi da attraversare, di conseguenza non si può percorrere se non avete una macchina 4×4.

Dopo circa 2 ore per fare 100km arriviamo a Cooktown, una delle città più popolose della York Peninsula (circa 200 abitanti).. qui si può fare un giro ai Botanical Gardens, visitare musei sulla cultura indigena, e rilassarsi perché, all’indomani ci aspetta una lunga giornata di guida su una strada parecchio impegnativa.

Coen

Ecco che iniziamo la strada verso la parte remota della penisola e Coen é uno dei paesini in cui si può fare la spesa e ricaricare (non aspettatevi supermercati giganti). Siamo arrivati qui dopo circa 350km di strada corrugata e con qualche fiume da attraversare.. non c’è tanto da dire, solo da immaginare.

Mi ha stupito molto questa spiaggia coi cavalli selvaggi che corrono liberi, onestamente non ricordo se fosse vicino Coen, ma sicuramente sulla strada per raggiungere “The Tip“, ovvero il punto più a nord della mainland australiana.

Eliot Falls

Passata Coen abbiamo ancora 450km fino alla punta e come detto in precedenza non c’è molto da spiegare, si tratta solo di guidare lungo questa strada rossa, godersi il panorama, la pace che c’è intorno, il sole, le conversazioni con gli amici e il caldo.

Percorsi circa 350km arriviamo alle Eliot Falls, queste cascate che finiscono in questo rio di acqua cristallina, in cui è possibile nuotare e rinfrescarsi.. e ridendo e scherzando siamo quasi arrivati a destinazione.

Bamaga & The Tip

Siamo arrivati a destinazione, Bamaga, l’ultimo paesino prima della punta (The Tip), zona assolutamente remota, in cui siamo dovuti andare dal meccanico solo per un controllo che fortunatamente è andato tutto bene.

Una volta arrivati alla punta abbiamo conosciuto una coppia, lui australiano lei italiana e siamo stati un paio di notti a campeggiare vicino alla spiaggia. Lui era un grande esperto di pesca e ci ha fatto provare le ostriche direttamente dagli scogli; in più abbiamo pescato, cenato insieme, parlato e passato dei bellissimi momenti, tra la pace del posto, il cielo stellato, e la possibile presenza di coccodrilli intorno.. indimenticabile.

Devo ammetterlo è stato emozionante raggiungere quel cartello, mi ha fatto pensare che se vogliamo possiamo andare ovunque, avendo i giusti mezzi e la giusta compagnia, e arrivare fino alla punta più remota d’Australia, dopo 1000km di strada in quelle condizioni particolari, è stato un davvero un traguardo.

Conclusioni

Uno dei roadtrip più entusiasmanti che abbia mai fatto in Australia, raggiungere un posto remoto come Cape York è una soddisfazione unica, fattibile solo grazie a spirito d’avventura, una buona compagnia e soprattutto una buon mezzo.

Questa gita fuori porta è durata circa una settimana, di cui due giorni solo di guida per raggiungere la destinazione, tra tante avventure, campeggi in posti assurdi, pranzi e cene all’italiana e tante mosche e zanzare, vorrei davvero ringraziare Alberto e i ragazzi per questo viaggio, che se non ci fossero stati loro non avrei avuto la possibilità di vedere questi luoghi impensabili, grazie tutti! (E al Prado)

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