Cosa fare a Seoul

Eccoci arrivati all’ultima destinazione di questo viaggio magnifico in Corea e Giappone.. da qui poi ripartirò per l’Italia dopo essere stato fuori per circa 3 anni e mezzo, e inoltre era una città che volevo visitare da tempo, quindi è capitato a pennello di dover prendere l’aereo proprio da qui.

Sono arrivato da Busan col treno, dopo circa 3 ore e pronto a esplorare questa metropoli.

Gyeongbokgung

Seoul pullula di palazzi reali e Gyeongbokgung è forse il più grande, qui è possibile assistere al cambio della guardia, che avviene ogni ora, e visitare l’interno del complesso, che comprende giardini, padiglioni, laghetti e inoltre il museo internazionale della Corea e quello del folklore.

Sarò onesto, non avevo molte foto e essendo molto simili tutti questi palazzi, non ero ben sicuro quali fossero le foto giuste quindi questa l’ho presa da internet.

Changdeokgung

Un altro palazzo reale molto importante nella città di Seoul è Changdeokgung, il palazzo di per sé è più piccolo del precedente, ma il contesto naturale in cui è inserito è spettacolare, un abbraccio tra architettura e natura, circondato da un magnifico giardino.

All’interno del complesso si trovano un ponte d’oro che attraversa un ruscello e un giardino segreto, Huwon, che non è segreto se ve lo dicono tutti, però molto carino e rilassante.

Queste due foto posso assicurarvi che le ho fatte io.

Changgyeonggung

Eccoci in un altro palazzo, molto vicino a Changdeokgung, stavolta siamo a Changgyeonggung.. onestamente stavo impazzendo con tutti questi nomi simili, inoltre i palazzi condividono davvero parecchie somiglianze e facevo fatica a riconoscere quale era quale, quindi anche questa foto l’ho presa in prestito da internet.

Gwangjang Market

Adesso basta palazzi e passiamo a cose ben più importanti, i mercati e il cibo tipico.

Sicuramente Gwangjang Market è uno dei più grandi e antichi di Soul e potete trovare ogni sorta di street food e cibo coreano che volete, dai Tteokbokki (gnocchi di riso al sugo), al sundae (salsiccia simile al sanguinaccio), ai ravioli, alle zuppe.. decisamente una tappa che non potete perdervi se venite a visitare la capitale coreana.

Namsan Hill

Giusto fuori dal quartiere di Myeongdong si trova questa collina, sulla cui cima spicca la Namsan Tower.

È possibile raggiungere la vetta sia a piedi sia in funicolare ma come sapete io consiglio sempre un po’di esercizio fisico, sia per godervi la camminata, sia per esplorare i dintorni, sia perché fa bene alla mente e al corpo, per non parlare della soddisfazione quando si arriva su nel godersi il panorama.

Parco Hangang di Banpo

Questo è un luogo assolutamente imperdibile a mio avviso, specialmente di sera perché è possibile ammirare la fontana arcobaleno al chiaro di luna, un nome una promessa.

È dichiarata la fontana più lunga del mondo, che si estende per più di un kilometro, su quasi tutta l’estensione del ponte, ed è davvero uno spettacolo poter passeggiare nel parco, sedersi e ammirare questa meraviglia.

DMZ

Adesso vi parlo forse del posto che mi ha colpito di più di questo paese, la DMZ ovvero Zona Demilitarizzata, la quale si trova a un oretta da Seoul ed è letteralmente il confine con la Corea del Nord.

È una zona turistica quindi è sicuro andarci, comunque l’emozione che provai non era da poco, essendo al confine con uno dei paesi più particolari del pianeta… si tratta di una striscia di terra di circa 4 km tra la le due Coree ed è considerata zona neutra, anche se è super sorvegliata da entrambe le parti con soldati, torrette, eccetera.

Qui è possibile visitare il parco Imjingak, dedicato alle famiglie e alle vittime della guerra di Corea, entrare nell’osservatorio e vedere il confine del Nord con dei binocoli, e addirittura percorrere il tunnel di infiltrazione scavato dai nord coreani per possibili invasioni.

Conclusioni

Per non dimenticare vi lascio con un’immagine che ci unirà tutti, era esposta alla DMZ e non ho potuto fare a meno di ricordare quell’anno, anche se avevo solo 9 anni.

Grazie Italia


Seoul è stata una tappa importante per me, anche perché da qui sono rientrato in Italia dopo circa 3 anni e mezzo, dopo aver viaggiato tutta l’Australia, aver passato una pandemia lontano da tutti, e senza mai essere tornato in questo frangente… dopo così tanto tempo è davvero un’emozione sapere che dopo poche ore riabbraccerai i tuoi cari.

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